OR2: Messa a punto di disciplinari per la produzione di frumento duro in sistemi Q&T

Per realizzare la produzione di frumento di qualità è necessario garantire l’idoneità igienico-sanitaria, la conformità nutrizionale, l’insieme delle caratteristiche fisico-chimiche ed organolettiche e la sua tracciabilità & rintracciabilità lungo tutto il ciclo produttivo. Occorre, in particolare definire e promuovere “norme di buona pratica colturale” che devono essere sviluppate, metabolizzate ed applicate, nell’ambito della filiera cerealicola.  Nell’ambito di queste norme, devono essere sviluppate tecniche colturali a basso impatto ambientale, che tengano conto ti tecnologie innovative a partire dalla lavorazione del terreno, semina, concimazioni rispettose dell’ambiente, irrigazioni ed avvicendamento colturale, definite in modelli di precisione colturale. Pertanto, sulla base dei risultati innovativi delle ricerche sviluppate, nel rispetto di adeguate tecniche di produzione ed in considerazione del sistema di produzione tipico del meridione d’Italia, saranno sviluppati e messi a punto “Disciplinari di produzione” per l’ottenimento di frumento duro ad elevato standard qualitativo e garantito per la sua salubrità. La tutela della salute, costituisce un elemento essenziale ed indispensabile, nell’ambito dell’alimentazione umana ed è oggetto di notevole interesse, soprattutto da parte dei cittadini, per l’allargamento dei mercati e per la notevole complessità dei processi produttivi, che nella maggior parte dei casi coinvolgono realtà diverse in tempi e luoghi distanti tra loro. Le moderne tecniche della produzione agricola infatti hanno portato a superare e ad aumentare la stagionalità e la zona di produzione di quasi tutti i prodotti agricoli fra cui i cereali, grazie anche ai metodi di conservazione sempre più sofisticati si è riusciti ad espandere le aree commercialmente raggiungibili con mezzi di trasporto sempre più veloci anche per le derrate alimentari più deperibili. Il mercato dei prodotti agroalimentari tende ad una completa globalizzazione almeno nei paesi economicamente cresciuti. La libera circolazione di alimenti sicuri e sani è pertanto diventata uno dei principi fondamentali del mercato e la regolamentazione di ciò che concerne gli aspetti fondamentali ha come obiettivo primario la salute e il benessere dei cittadini.  la “rintracciabilità” – definita dal regolamento CE 178/2002 – come “la possibilità di ricostruire e seguire il percorso di un alimento, di un mangime, di un animale destinato alla produzione alimentare o di una sostanza destinata o atta ad entrare a far parte di un alimento o di un mangime attraverso tutte le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione”. Lo scopo è quindi quello di far sì che tutto ciò che entra nella catena alimentare  conservi traccia della propria storia, seguendone il percorso che va dalle materie prime fino alla erogazione al consumatore finale. In tal modo è possibile identificare una filiera di produzione, secondo il principio sancito dal Libro bianco sulla sicurezza alimentare dell’UE del 2000 “from farm to fork“, ove per filiera si intende l’insieme definito degli operatori, con i relativi flussi di materiali che concorrono alla produzione, distribuzione e commercializzazione di un prodotto. Per il consumatore, tutta questa strategia sarebbe vana ai fini della “sicurezza alimentare” – intesa come tutela del benessere psico-fisico – se non venisse informato sulle modalità di gestione del prodotto dopo l’acquisto e sulle quantità da consumare di ciascun alimento per una corretta ed equilibrata alimentazione. Infatti, la sicurezza d’uso di un prodotto è la risultante di un aspetto igienico-sanitario (rintracciabilità) e quantitativo (abitudini alimentari). Fino ad oggi erano rintracciabili solo alcuni prodotti, quali carni, pesce e uova, quelli cioè più a rischio per la salute del consumatore, dove si sono verificati in passato casi di emergenza sanitaria, che hanno indotto il legislatore ad intervenire.  La rintracciabilità consiste nell’utilizzare le “impronte”, ovvero la documentazione raccolta dai vari operatori coinvolti nel processo di produzione, per isolare una filiera produttiva in caso di emergenze (contaminazione), e consentire al produttore e agli organi di controllo che hanno il dovere di vigilare sulla sicurezza alimentare del cittadino, di gestire e controllare eventuali situazioni di pericolo attraverso la conoscenza dei vari processi produttivi (flussi delle materie prime: documentazione di origine e di destinazione, ecc…). La rintracciabilità pertanto è uno strumento neutro che non conferisce ai prodotti alimentari ed in particolare ai cereali e loro derivati, una particolare qualità. La rintracciabilità della filiera del GRA.DU.CO.M. deve costituire anche un elemento indiretto per produrre e certificare in qualità, da cui si evince indirettamente il protocollo in qualità adottato e sancito nel disciplinare. Documenti utili sia al consumatore, sia alle autorità di controllo, qualora ne facciano richiesta. D’altra parte inserire ulteriori informazioni in etichetta sarebbe inutile, dato che il consumatore non è in grado di percepire tutto da una semplice etichetta, così come la sicurezza d’uso dei prodotti in commercio deve essere assicurata dal produttore attraverso un adeguato autocontrollo (D. Lgs. 155/97) e garantita dalle autorità di controllo attraverso l’attività di vigilanza. In uno scenario come quello attuale in cui il mondo della produzione nella maggior parte dei casi è molto distante da quello del consumo, l’attuazione della strategia di controllo legata alla rintracciabilità è necessaria per recuperare tale distanza e ridare trasparenza al sistema produttivo e per consentire un recupero di fiducia nei riguardi di chi produce al consumatore. Il sistema di rintracciabilità, delle fasi previste ed adottate nel disciplinare di produzione anche attraverso sistemi di trasparenza come  sistemi informatici in rete per la comunicazione, in grado di garantire al progetto valore aggiunto, come azione di marketing, dalla granella al prodotto trasformato. Quindi nella logica della delle Norme della rintracciabilità, i disciplinari di produzione, a basso impatto ambientale, rispettosi delle regole e della salvaguardia della salute e dell’ambiente, favoriranno importanti ricadute nella filiera cerealicola. Favorendo, lo sviluppo di tecniche colturali e cultura di un nuovo modo e modello per la produzione dei cereali e loro derivati, infatti, lo stesso disciplinare sarà possibile istruirlo, consultarlo, adattarlo a diverse necessità ed infine adottarlo e renderlo trasparente, grazie all’integrazione di tecnologie ICT, come quelle specificate nel progetto. Infatti, è previsto anche lo studio, creazione e gestione di un geoportale della filiera cerealicola GRA.DU.CO.M., in cui sarà possibile allocare tutte le informazioni possibili, come quelle del manuale di produzione. Infatti la logica e lo spirito intrinseco del progetto, è fondato sulla logica della Qualità e Trasparenza, infatti, questo elemento sarà lo sponsor principe del brand della filiera cerealicola delle colline Materane. Dove i prodotti finali certificati e responsabili di un processo, sapranno dare risposte sia al produttore sia al consumatore. Non ha caso, il consumatore è alla continua ricerca di un prodotto di qualità, inteso come alimento in grado sia di nutrire l’organismo ma allo stesso tempo di preservarlo da insidie presenti proprio nello stesso alimento, per effetto dell’uso di prodotti indesiderati, contaminanti ambientali, presenze di microorganismi indesiderati come ad esempio le micotossine, altamente dannose per gli effetti cancerogeni e non solo. Sviluppare in modo sostenibile, un intero territorio creando un nuovo sistema che permetta la crescita agroalimentare di qualità ed economica della filiera del grano duro, senza compromettere l’ambiente, difatti questi elementi costituiscono l’obbiettivo principale del progetto di Filiera GRA.DU.COM.. Il protocollo di produzione cerealicolo prevede anche lo sviluppo di un sistema di sostenibilità ambientale, sociale ed economica, che rappresenti un vantaggio competitivo per le aziende e per il territorio in cui operano. Questo protocollo, si candida a essere anche un modello di riferimento anche per altre realtà imprenditoriali territoriali, che vogliono certificare la sostenibilità delle loro attività nel settore dei cereali ed in particolare del grano duro. Attraverso questa azione di riqualificazione ed implementazione delle filiera dei cereali con varietà che si adattano sia alle condizioni pedoclimatiche, sia alla coltivazione, garantirà anche lo sviluppo di un marchio della filiera GRA.DU.COM. , in grado di identificare un percorso di qualità, una conduzione tecnica della filiera del grano duro di elevato livello, la riduzione dell’uso di risorse, la conservazione del paesaggio e della biodiversità, la tracciabilità dei prodotti, il rispetto e sicurezza del lavoro, il benessere dei consumatori finali, la sostenibilità economica, l’ innovazione, tutti elementi che consentiranno di monitorare la qualità e l’impatto delle attività agricole e di trasformazione in modo oggettivo, rigoroso e misurabile.

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